Elaborazione in corso...
CARDIO-CHIRURGIA.COM/Insufficienza Mitralica
Logo mercoledì 17 settembre 2014
CardiochirurgiaInterviste del Prof. Khalil FattouchVideo GalleryPhotogalleryContattiCongressi e meetingsComunicati stampa

Chi siamo

Equipe medica

La Struttura

Ricerca clinica e sperimentale

Ricostruzione Radice Aortica

Plastica valvolare Aortica

Plastica valvolare Mitrale

Progetti

Brevetti

Sistema per anuloplastica valvolare aortico

Monografie

Stenosi Valvolare Aortica

Radice Aortica

Aneurisma Aorta Ascendente

Tricuspide

IM degenerativa

Pazienti

Anatomia del Cuore

Valvole Cardiache

La coronarografia

Intervento di Bypass

Plastica Mitrale

Plastica Aortica

Sostituzione Valvolare

Aneurisma Aortico

Endocarditi


News


  • Secondary Mitral Valve Regurgitation
    A breve sarà pubblicato il libro sull'insufficienz...
    Leggi tutto...

  • The course will run from 14-15 February 2014
    Papillary muscle procedures in functional mitral r...
    Leggi tutto...

  • Echo Meeting With the Mayo Clinic
    Echo Meeting With the Mayo Clinic,Palermo Palazzo ...
    Leggi tutto...

  • Tecniche mini-invasive video assistite
    Maria Eleonora Hospital: per...
    Leggi tutto...

  • Maria Eleonora Hospital
    Per la prima volta in Sicilia al Maria Eleonora Ho...
    Leggi tutto...

  • Il cuore in corsia
    Il cuore in corsia (ma senza invadere) ...
    Leggi tutto...



Insufficienza Mitralica

Cos'è l'insufficienza mitralica?

L'insufficienza mitralica è un difetto valvolare cardiaco in cui la valvola mitralica non è in grado di svolgere correttamente la sua funzione di continenza e permette ad una certa quantità di sangue di refluire dal ventricolo sinistro all'atrio sinistro.

Da cosa è causata l'insufficenza mitralica?

L’insufficienza mitralica può avere diverse origini; in base alle strutture dell’apparato mitralico interessate e in base alle diverse eziologie.

Esistono delle forme "organiche" in cui i lembi mitralici sono strutturalmente danneggiati, come accade ad esempio nell'endocardite infettiva o nella malattia reumatica, e forme "funzionali" in cui l'alterazione di una delle componenti dell'apparato mitralico è alterata determina l'incontinenza della valvola, come accade ad esempio in caso di dilatazione annulare (Tipo I - normale movimento dei lembi), allungamento di corde tendinee (Tipo II - eccessivo movimento dei lembi) o disfunzione ventricolare sinistra (Tipo III - ridotto movimento dei lembi).


INSUFFICIENZA MITRALICA FUNZIONALE

Endocardite batterica





INSUFFICIENZA MITRALICA FUNZIONALE





TIPO I Dilatazione dell'annulus


  




TIPO II Allungamento di corde tendinee



  



TIPO III Dilatazione del ventricolo sinistro

  

Con il progressivo ridursi dell’incidenza della cardiopatia reumatica, l’insufficienza mitralica di origine reumatica rappresenta una percentuale sempre minore soprattutto delle insufficienze mitraliche pure; infatti nel caso di eziologia reumatica, frequente è l’associazione con la stenosi mitralica e con la valvulopatia aortica. Una forma particolare di disfunzione dell’apparato mitralico che spesso si associa ad insufficienza mitralica è il prolasso mitralico, le cause sono molteplici: nella maggior parte dei casi non è rilevabile alcuna causa specifica. In altri si riscontra una degenerazione mixomatosa a livello dei lembi valvolari mitralici con aumento dei mucopolisaccaridi acidi; questo è un reperto frequente nei portatori di sindrome di Marfan. In altri casi il prolasso dipende da alterazioni di contrazione o allineamento dei muscoli papillari o da anomalie segmentarie di contrazione della parete del ventricolo sinistro. Un caso particolare è l’associazione di prolasso mitralico al difetto interatriale. Altre condizioni in cui è rilevabile il prolasso sono alcune anomalie scheletriche toraciche come il pectus excavatum e la “schiena diritta”. Si rileva infine un’aumentata incidenza familiare, che suggerirebbe una forma di ereditarietà autosomica dominante.

 

Le insufficienze mitraliche si possono classificare anche in base alle modalità di insorgenza: acute e croniche. Questa distinzione è molto importante perché diverso è il comportamento fisiopatologico e quindi anche l’evoluzione clinica. Esempio classico di un’insufficienza mitralica cronica è quella di origine reumatica; gli esempi più comuni di insufficienza mitralica acuta sono quelli da endocardite infettiva e da rottura del muscolo papillare da infarto miocardico.
Qualunque sia la causa del rigurgito mitralico l’ostio mitralico non risulterà più continente fornendo al sangue contenuto nel ventricolo sinistro una via di uscita accessoria, in parallelo rispetto all’ostio aortico; per questa ragione la resistenza allo svuotamento del ventricolo sinistro in sistole è ridotta nei soggetti con insufficienza mitralica. Anzi, essendo la pressione atriale molto più bassa di quella aortica, il sangue può rigurgitare in atrio sinistro già durante la fase di contrazione isometrica. La quantità del rigurgito dipende dalle dimensioni della breccia e dal gradiente di pressione tra ventricolo sinistro e atrio sinistro. Perciò tutti gli eventi che comportano un aumento della pressione a livello del ventricolo sinistro (per es., stenosi aortica associata o vasocostrizione periferica) comportano un aumento del rigurgito; viceversa, la riduzione delle resistenze all’efflusso dal ventricolo sinistro comporta una riduzione del rigurgito. Quindi nel caso dell’insufficienza mitralica si ha un coinvolgimento tanto della camera a valle quanto di quella a monte della valvola.



Quali sono i sintomi dell'insufficienza mitralica?

Nei pazienti con insufficienza mitralica cronica non compaiono sintomi sino a quando il ventricolo sinistro non si scompensa. Pertanto in molti casi l’intervallo tra l’instaurarsi dell’insufficienza mitralica e la comparsa di sintomi è di decenni; alcuni casi con insufficienza lieve o moderata restano asintomatici per tutta la vita.
I sintomi possono pertanto variare: nel caso che prevalga la dilatazione dell’atrio sinistro non vi è dispnea, mentre possono manifestarsi facile affaticamento e ridotta capacità di sforzo, in conseguenza della riduzione della portata cardiaca. L’insorgenza della fibrillazione atriale, che è pressoché costante nei pazienti con dilatazione dell’atrio sinistro, può aggravare i sintomi comportando una riduzione della portata cardiaca.Viceversa, nei pazienti con insufficienza acuta o comunque in quelli in cui non si verifica una dilatazione atriale sinistra, i sintomi sono simili a quelli della stenosi mitralica legati alla congestione venosa ed eventualmente all’ipertensione arteriosa polmonare secondaria.



Come si cura l'insufficienza mitralica?

Il paziente asintomatico in cui viene occasionalmente riscontrato un prolasso va rassicurato sulla benignità dell’anomalia e non richiede alcun trattamento. In presenza di palpitazioni disturbanti, con conferma elettrocardiografica di aritmie, può essere indicata una terapia antiaritmica.
I pochi pazienti con insufficienza mitralica importante e con segni di scompenso vanno trattati chirurgicamente.
A volte anche in pazienti asintomatici, se esistono segni strumentali di un eventuale danneggiamento del ventricolo sinistro, è opportuno eseguire l'intervento chirurgico. L'intervento chirurgico consiste nella riparazione o nella sostituzione della valvola.

La sostituzione valvolare mitralica è stata oggi superata dalla ripazione della valvola nativa, in quanto questa permette di evitare l'anticoagulazione del paziente, espone ad un minor rischio di endocardite, preserva la funzione ventricola e permette di conservare i tessuti nativi, ma talvolta le alterazioni della vavola sono tali da renderne necessaria la sostituzione.



PLASTICA DELLA MITRALE


La riparazione della valvola mitrale ha una mortalità operatoria più bassa e una migliore prognosi a distanza rispetto alla sostituzione valvolare con una protesi meccanica o biologica. In ogni caso è importante conservare le corde tendinee e le loro connessioni.Il trattamento di scelta per i pazienti con malattia della valvola mitrale è la riparazione della valvole nativa.Questo richiede una certa esperienza da parte dell'operatore, ma i vantaggi per il paziente sono notevoli eincludono aumento dell'aspettativa di vita, evitare il trattamento anticoagulante a lungo termine e migliore conservazione della funzione ventricolare sinistra a lungo termine.

Partendo dal principio che per ciascun tipo di alterazione è possibile una specifica tecnica di riparazione, possono essere utilizzate varie tecniche per realizzare con successo una riparazione della valvola mitrale.

Ad esempio, in caso di insufficienza mitralica da prolasso del lembo posteriore si procede alla plastica del lembo mediante l'asportazione della parte prolassante del lembo e la successiva chiusura del difetto, dal momento che la parte "debole" non è più presente la valvola si chiude normalmente impedendo il rigurgito. A volte si esegue una ricostruzione più ampia della lembi valvolari e potrebbe essere necessario utilizzare suture per fornire un ulteriore supporto alla valvola. Dopo aver riparato il lembo valvolare, si impianta inoltre un anello protesico intorno alla valvola in modo da fornirle un sostegno supplementare. Questo tipo di intervento viene chiamato annuloplastica e serve a rafforzare l'anello di impianto della valvola. Gli anelli protesici sono appositamente progettati per cercare di riportare l'anello nativo alla sua forma e dimensione normale infatti esso risulta spesso dilatato o distorto in caso di rigurgito mitralico.



L'annuloplastica può essere utile anche in caso di insufficienza mitralica "post-ischemica" in cui la causa del rigurgito è proprio dovuta ad una dilatazione dell'annulus e viene quindi corretta con l'impianto di un anello protesico che ne ripristini le dimensioni naturali.

 

 


In altri casi l'isufficienza può essere determinata dall'alterazione di una o più corde tentinee per cui l'intervento riparativo prevede l'accorciamento, l'allungamento o la sostituzione delle corde native con corde artificiali che le sostituiscano.




In altri casi si può utilizzare la cosiddetta tecnica "edge to edge" che prevede la sutura diretta dei due lembi mitralici per impedirne un movimento eccessivo garantendone la continenza mediante la sutura delle commissure o la creazione di un doppio orifizio.





Ed ancora, una causa possibile è rappresentata dalla rottura di un muscolo papillare o di una parte di esse, per cui la riparazione, in questo caso, prevede la sutura del muscolo stesso ed il ripristino della continenza valvolare.

  


SOSTITUZIONE VALVOLARE

Quando non è possibile riparare la valvola la correzione del vizio valvolare preveda la sotituzione della valvola mediante una protesi, meccanica o biologica.

Qual è la differenza tra la volva meccanica e la valvola biologica?



Una valvola biologica ha il vantaggio di essere molto simile alla valvola naturale, e questo fa si’ che vengano ben tollerate nel corpo umano, senza bisogno di particolari terapie; lo svantaggio e’ che in genere la loro durata nel tempo e’ limitata, poiche’ si tratta di tessuti biologici non vitali.
Le valvole meccaniche sono costruite con materiali particolarmente duri e resistenti (carbonio, leghe metalliche speciali), circondati da un anello di stoffa che viene usato per passare i punti di sutura.
Nel corso degli anni sono stati progettati molti tipi di valvole, da quelle a ‘palla ingabbiata’ a quelle a disco oscillante ed infine a quelle a doppio semidisco (bi-leaflet). Al giorno d’oggi le valvole a palla vengono impiegate molto raramente.




Il vantaggio delle valvole meccaniche e’ la loro durata (praticamente illimitata), dovuta alla durezza dei materiale che le compongono. Lo svantaggio principale e’ dato dalla necessita’ di assumere per tutta la vita una terapia anticoagulante, poiche’ i materiali artificiali causano la tendenza del sangue a formare dei coaguli che porterebbero al blocco della protesi valvolare. L’effetto della terapia anticoagulante deve essere controllato con regolarita’ tramite un esame del sangue.
Molti fattori devono essere presi in considerazione nella scelta del tipo di valvola piu’ adatto ad un particolare paziente: l’eta’ ed il sesso del paziente, il tipo di malattia che ha causato la disfunzione valvolare, le dimensioni della valvola da sostituire e la capacita’ del paziente di seguire con attenzione la terapia anticoagulante, nonche’ i desideri del paziente stesso








 

Newsletter

Iscriviti  Cancellati   |  E-mail *    |  Privacy  |