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CARDIO-CHIRURGIA.COM/Intervento di Bypass
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Intervento di Bypass

Quando si esegue un intervento di bypass?

L'intervento di bypass si esegue per curare la cardiopatia ischemica, cioè la malattia che coinvolge i vasi coronarici che portano sangue alle varie regioni del cuore. Negli stati Uniti circa 16 milioni di persone presentano una patologia di tipo ischemico che si manifestano sotto forma di angina pectoris o infarto miocardico acuto; l’incidenza annuale di infarto miocardico è calcolata intorno a 660.000 nuovi eventi e 320.000 recidive. L’età media dei pazienti in cui si verifica un primo infarto è di 64,5 anni per gli uomini e di 70,4 per le donne. In Italia si calcolano circa 79.000 nuovi eventi coronarici l’anno, 52.000 nella popolazione maschile e 27.000 in quella femminile.




Come si esegue l'intervento di bypass?


Abitualmente questo intervento è indicato quando sono interessati almeno due vasi coronarici principali. Si usa un vaso del paziente definito graft per creare una sorta di ponte che collega monte e valle della lesione, in modo tale da superare l'ostruzione.

Il vaso utilizzato è in genere una vena della gamba, la vena grande safena, o un'arteria toracica, l'erteria mammaria interna.








Quanti tipi di intevento di bypass esistono?


Esistono due tipi principali di intevento: l'intevento a cuore battente, detto OFF-PUMP, e l'intervento cuore fermo, detto ON-PUMP.
L'intervento a cuore battente prevede l'ultilizzo di apparecchi di stabilizzazione che tengano "fermi" la regione di cuore in cui deve essere posizionato il bypass senza che questo venga fermato del tutto.






L'intervento a cuore fermo prevede invece l'impiego di un farmaco, detto cardioplegia, che determina un completo arresto del cuore per il tempo necessario all'intervento, e di una macchina cuore-polmone, in grado di sostituire il cuore durante tutto il periodo in cui esso rimane "paralizzato".






 

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